Guanti da Lavoro: 4 Protezioni Essenziali contro i Rischi
I guanti da lavoro sono tra i dispositivi di protezione individuale più utilizzati, ma anche tra i più sottovalutati nella scelta. Non esiste infatti un guanto “universale”: ogni mansione espone le mani a rischi diversi — meccanici, chimici, da taglio o termici — e ognuno di questi richiede un materiale e una certificazione specifica. Scegliere il guanto sbagliato non significa solo perdere in comfort, ma può tradursi in una protezione reale insufficiente proprio nel momento in cui serve di più. In questo articolo vediamo come orientarsi tra normativa EN 388, materiali come nitrile, lattice, kevlar e poliuretano, e criteri pratici per abbinare il guanto giusto al rischio giusto.
Perché non esiste un guanto da lavoro adatto a tutto
Molte aziende tendono a scegliere un unico modello di guanto da lavoro per l’intero reparto, spesso basandosi solo su comfort o prezzo. Questo approccio, però, ignora un principio fondamentale della sicurezza sul lavoro: la protezione va sempre calibrata sul rischio specifico della mansione svolta.
Un guanto pensato per il rischio meccanico, ad esempio, non offre alcuna garanzia contro il contatto con sostanze chimiche aggressive. Allo stesso modo, un guanto isolante dal calore non è detto che protegga adeguatamente da tagli o abrasioni. Per questo motivo la scelta corretta parte sempre da un’analisi dei rischi della mansione, seguita dalla lettura della marcatura e delle certificazioni riportate sul guanto stesso.
La normativa EN 388: cosa significano i numeri sul guanto
La normativa di riferimento per i guanti da lavoro esposti a rischi meccanici è la EN 388, che valuta quattro parametri fondamentali attraverso un pittogramma con altrettanti valori riportati sul dorso del guanto:
- Resistenza all’abrasione, misurata in cicli necessari per forare il materiale.
- Resistenza al taglio da lama, oggi classificata con lettere da A a F (dove F rappresenta la protezione più elevata), secondo il metodo di prova TDM introdotto con l’aggiornamento EN 388:2016.
- Resistenza allo strappo, ovvero la capacità del materiale di resistere alla lacerazione.
- Resistenza alla perforazione, testata tramite la pressione di una punta in acciaio sul tessuto del guanto.
È importante ricordare che la EN 388 copre esclusivamente i rischi meccanici. Per altri tipi di esposizione servono normative dedicate: la EN ISO 374 per il rischio chimico e microbiologico, e la EN 407 per il rischio termico legato a calore e fiamma. Un guanto può riportare più marcature contemporaneamente, in base ai rischi combinati previsti dalla mansione.
Guanti da lavoro per il rischio meccanico
Il rischio meccanico riguarda abrasioni, urti, perforazioni e sollecitazioni tipiche di settori come edilizia, logistica, meccanica e lavorazione di lamiere. Per questo tipo di protezione, i guanti da lavoro vengono spesso realizzati in poliestere, cotone rinforzato o con spalmature specifiche sul palmo per aumentare grip e resistenza.
La scelta del livello di prestazione EN 388 più adatto dipende dall’intensità del rischio: per attività con contatto frequente con superfici abrasive o oggetti pesanti si privilegiano livelli più alti di abrasione e strappo, mentre per lavori di precisione si cercano guanti più sottili senza rinunciare comunque a una protezione minima certificata.
Guanti da lavoro per il rischio chimico: nitrile e lattice a confronto
Quando il rischio principale è il contatto con sostanze chimiche, oli, grassi o solventi, la scelta del materiale diventa determinante. I due materiali più diffusi in questo ambito sono nitrile e lattice.
Nitrile. I guanti da lavoro in nitrile offrono un’ottima resistenza meccanica e chimica, con una buona tolleranza a oli, grassi e numerosi solventi. Essendo un materiale sintetico, riduce anche il rischio di allergie legate alle proteine naturali del lattice, motivo per cui è spesso preferito in ambito industriale e sanitario.
Lattice (latex). Il lattice naturale garantisce elevata elasticità, sensibilità tattile e un’ottima aderenza anche su superfici bagnate, risultando molto apprezzato in edilizia e nei lavori che richiedono precisione manuale. Il suo limite principale riguarda la possibile insorgenza di sensibilizzazioni cutanee in soggetti allergici alle proteine naturali del lattice, oltre a una resistenza inferiore rispetto al nitrile a contatto con oli e idrocarburi.
La certificazione di riferimento per entrambi, in presenza di rischio chimico, è la EN ISO 374, che classifica i guanti in base al numero di sostanze chimiche testate e al tempo di permeazione garantito.
Guanti da lavoro antitaglio: il ruolo del Kevlar
Per le mansioni che comportano il rischio di tagli da lama, coltelli o superfici affilate — come la lavorazione di lamiere, il settore alimentare o la manipolazione di vetro — la scelta ricade spesso su guanti da lavoro rinforzati con fibre ad alta resistenza come il Kevlar.
Si tratta di una fibra sintetica aramidica che, a parità di peso, risulta molto più resistente dell’acciaio, oltre a garantire una buona resistenza al calore. Nei guanti da lavoro viene generalmente utilizzata per il supporto, spesso abbinata a rivestimenti in poliuretano o nitrile sul palmo per aumentare grip e destrezza senza compromettere la protezione dal taglio, classificata secondo i livelli A-F della norma EN 388.
Guanti da lavoro per il rischio termico
Quando la mansione prevede il contatto con superfici calde, fiamme o schizzi di materiale fuso — come nella saldatura, nella fonderia o nella lavorazione di metalli — la normativa di riferimento diventa la EN 407, che valuta la resistenza a comportamento alla fiamma, calore di contatto, calore convettivo, calore radiante e schizzi di metallo fuso.
I guanti da lavoro destinati a questo rischio utilizzano spesso materiali come pelle crosta, fibre aramidiche o rivestimenti specifici in grado di isolare la mano senza comprometterne eccessivamente la mobilità. Anche in questo caso, molti modelli combinano la certificazione termica con un buon livello di resistenza meccanica EN 388, utile in ambienti dove i due rischi convivono.
Poliuretano: destrezza e sensibilità per i lavori di precisione
Il poliuretano è un materiale molto diffuso nei guanti da lavoro destinati a compiti che richiedono elevata sensibilità tattile, come montaggio elettronico, elettricità, idraulica o posa di piastrelle. Offre una buona resistenza all’abrasione e un’ottima elasticità, mantenendo comunque una manualità fine difficile da ottenere con materiali più spessi.
Per questo motivo, i guanti da lavoro spalmati in poliuretano vengono spesso scelti come compromesso tra protezione meccanica leggera e comfort operativo prolungato, soprattutto in ambienti asciutti dove non è richiesta una protezione chimica specifica.
Come scegliere il guanto giusto in base alla mansione
Per orientarsi nella scelta dei guanti da lavoro più adatti, è utile partire da alcune domande pratiche:
- Il lavoro prevede contatto con oggetti taglienti o lamiere? Meglio orientarsi su guanti antitaglio rinforzati in Kevlar, con livello di taglio elevato secondo EN 388.
- Sono previsti oli, grassi o sostanze chimiche? Nitrile o lattice certificati EN ISO 374, in base al tipo di sostanza e al tempo di esposizione.
- Il rischio principale è il calore o il contatto con fiamme? Guanti certificati EN 407, spesso in pelle o fibre aramidiche.
- Serve massima sensibilità per lavori di precisione? Poliuretano su supporto leggero, con buona destrezza e resistenza all’abrasione.
Nei casi in cui più rischi siano presenti contemporaneamente — situazione molto comune in cantiere o in officina — è necessario individuare un guanto con marcatura combinata, in grado di garantire più certificazioni sullo stesso capo.
Conclusione
Scegliere i guanti da lavoro corretti significa partire dall’analisi del rischio reale della mansione, non dalla semplice abitudine o dal prezzo più basso. Normativa EN 388 per i rischi meccanici, EN ISO 374 per il rischio chimico, EN 407 per il rischio termico: conoscere queste certificazioni, insieme alle caratteristiche di materiali come nitrile, lattice, kevlar e poliuretano, permette di costruire una dotazione realmente efficace per la sicurezza delle mani dei lavoratori.
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