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Occhiali di Protezione: 3 Rischi Essenziali da Prevenire

Gli occhiali di protezione sono uno dei dispositivi di protezione individuale più critici in cantiere, perché proteggono un organo delicato e insostituibile come l’occhio. Eppure sono anche tra i DPI più sottovalutati: molti lavoratori scelgono il modello più comodo o quello che hanno sempre usato, senza considerare che ogni mansione espone il viso a rischi diversi — meccanici, chimici o legati alle radiazioni UV — e che ognuno di questi richiede una lente, un trattamento e una certificazione specifica. Scegliere il dispositivo sbagliato non significa solo perdere in comfort visivo, ma può tradursi in un’esposizione reale a lesioni oculari proprio nel momento in cui la protezione servirebbe di più. In questo articolo vediamo come orientarsi tra normativa EN 166, trattamenti anti-appannamento e anti-graffio, e criteri pratici per scegliere tra occhiali di protezione e visiere tecniche.

Perché non esiste un occhiale di protezione adatto a tutto

Molte aziende tendono a dotare l’intero cantiere di un unico modello di occhiali di protezione, spesso basandosi solo su comfort o prezzo. Questo approccio ignora però un principio fondamentale della sicurezza sul lavoro: la protezione del viso va sempre calibrata sul rischio specifico della mansione svolta.

Un paio di occhiali di protezione pensato per fermare schegge e polveri, ad esempio, non offre alcuna garanzia contro schizzi di sostanze chimiche corrosive. Allo stesso modo, una lente filtrante per i raggi UV non è detto che protegga adeguatamente da un impatto meccanico ad alta velocità. Per questo motivo la scelta corretta parte sempre da un’analisi dei rischi della mansione, seguita dalla lettura della marcatura riportata sulla montatura e sulla lente.

La normativa EN 166: cosa significano i simboli sulla montatura

La normativa di riferimento per gli occhiali di protezione e le visiere è la EN 166, che definisce i requisiti generali per tutti i protettori dell’occhio, indipendentemente dal rischio specifico coperto. La marcatura riporta diversi codici incisi su lente e montatura:

  • Resistenza meccanica, con simboli che indicano la resistenza a urti a bassa energia, media energia o particelle ad alta velocità.
  • Campo d’uso, un numero che specifica se il dispositivo è adatto a rischi meccanici, spruzzi di liquidi, polveri grossolane, gas o schizzi di metallo fuso.
  • Resistenza all’appannamento, identificata dalla lettera N, che certifica il trattamento anti-appannamento della lente secondo il metodo di prova previsto dalla norma.
  • Resistenza all’abrasione, identificata dalla lettera K, che indica il trattamento anti-graffio della superficie della lente.

È importante ricordare che la EN 166 copre i requisiti generali, ma per alcuni rischi specifici servono normative dedicate: la EN 170 per i filtri contro le radiazioni ultraviolette e la EN 172 per i filtri solari a uso industriale. Un occhiale di protezione può riportare più marcature contemporaneamente, in base ai rischi combinati previsti dalla mansione.

Occhiali di protezione per il rischio meccanico: schegge e particelle

Il rischio meccanico riguarda schegge, polveri grossolane e proiezione di particelle tipiche di settori come edilizia, carpenteria, molatura e taglio di materiali. Per questo tipo di protezione, gli occhiali di protezione vengono spesso realizzati con lenti in policarbonato, un materiale che unisce leggerezza a un’elevata resistenza agli urti.

La scelta del livello di prestazione più adatto dipende dall’intensità del rischio: per attività con proiezione di particelle ad alta velocità, come la molatura o l’uso di utensili elettrici, si privilegiano occhiali di protezione certificati per impatti ad alta energia, mentre per lavori con basso rischio di proiezione bastano modelli più leggeri con protezione di base.

occhiali da lavoro

Occhiali di protezione per il rischio chimico: quando serve la tenuta stagna

Quando il rischio principale è il contatto con spruzzi di sostanze chimiche, solventi o schizzi di liquidi corrosivi, la forma degli occhiali di protezione diventa determinante quanto il materiale della lente.

Occhiali a stanghetta con protezioni laterali. Offrono una buona barriera frontale, ma lasciano spazi aperti ai lati e sul bordo inferiore, risultando insufficienti in presenza di schizzi liquidi diretti.

Occhiali a maschera (a tenuta). Aderiscono al viso con una guarnizione perimetrale, impedendo l’ingresso di liquidi, vapori e polveri fini da qualsiasi angolazione. Sono la scelta corretta ogni volta che il campo d’uso previsto dalla EN 166 include il simbolo relativo agli spruzzi di liquido, ad esempio nei laboratori chimici, nella verniciatura o nella manipolazione di solventi.

La marcatura da verificare in questi casi è il campo d’uso indicato sulla montatura, che deve corrispondere esplicitamente al rischio di spruzzi o gocce di liquido previsto dalla mansione.

Occhiali di protezione contro i raggi UV: saldatura e lavori all’aperto

Per le mansioni che espongono a radiazioni ultraviolette — come la saldatura, il taglio al plasma o il lavoro prolungato all’aperto in condizioni di forte irraggiamento — la scelta ricade su occhiali di protezione dotati di lenti filtranti conformi alla norma EN 170, specifica per la protezione dai raggi ultravioletti.

Queste lenti riducono la trasmissione delle radiazioni dannose mantenendo al contempo una visibilità sufficiente per lavorare in sicurezza. Nei lavori di saldatura, gli occhiali di protezione con filtro UV vengono spesso abbinati a una visiera o a una maschera dedicata, capace di coprire anche il rischio di radiazioni infrarosse e di proiezione di scintille.

Occhiali di protezione vs visiere tecniche: quale scegliere

Gli occhiali di protezione coprono in modo mirato la zona degli occhi, offrendo leggerezza, comfort prolungato e buona compatibilità con altri DPI come mascherine o elmetti. Sono la scelta ideale quando il rischio è concentrato sull’area oculare e non richiede una copertura estesa del viso.

Le visiere tecniche, invece, offrono una protezione più ampia, coprendo anche naso, guance e mento. Vengono generalmente scelte quando il rischio riguarda proiezioni di materiale su tutta la superficie del viso, come nella molatura di grandi superfici, nella lavorazione del legno con macchine a disco o nella manipolazione di sostanze chimiche in grandi quantità. Una visiera, tuttavia, non sostituisce sempre gli occhiali di protezione: la normativa consiglia spesso di abbinare la visiera a un occhiale certificato sottostante, poiché la visiera da sola può lasciare spazi aperti lateralmente in caso di impatti diretti.

Trattamenti anti-appannamento e anti-graffio: perché fanno la differenza

Un occhiale di protezione tecnicamente adeguato al rischio, ma privo di un buon trattamento anti-appannamento, spinge spesso il lavoratore a toglierlo per vederci meglio, vanificando la protezione nel momento più critico. Il trattamento anti-appannamento, certificato con la lettera N secondo la EN 166, mantiene la lente trasparente anche in presenza di sbalzi di temperatura, sudorazione o uso prolungato della mascherina.

Il trattamento anti-graffio, identificato dalla lettera K, prolunga invece la vita utile della lente mantenendo una visione nitida nel tempo, riducendo la necessità di sostituzioni frequenti e il rischio che micro-graffi compromettano la visibilità in ambienti polverosi o con lavorazioni abrasive.

Come scegliere il dispositivo giusto in base alla mansione

Per orientarsi nella scelta degli occhiali di protezione più adatti, è utile partire da alcune domande pratiche:

  • Il lavoro prevede proiezione di schegge o polveri grossolane? Meglio orientarsi su occhiali di protezione in policarbonato con resistenza agli urti secondo EN 166.
  • Sono previsti spruzzi di sostanze chimiche o solventi? Occhiali a maschera con tenuta perimetrale, verificando il campo d’uso specifico per i liquidi.
  • Il rischio principale sono le radiazioni UV, ad esempio in saldatura? Lenti filtranti certificate EN 170, spesso abbinate a una visiera dedicata.
  • Serve una copertura estesa di naso, guance e mento? Visiera tecnica, da abbinare comunque a un occhiale di protezione certificato sottostante.

Nei casi in cui più rischi siano presenti contemporaneamente — situazione molto comune in cantiere o in officina — è necessario individuare una combinazione di dispositivi con marcatura adeguata a ciascun rischio, senza affidarsi a un solo prodotto per tutto.

Conclusione

Scegliere gli occhiali di protezione corretti significa partire dall’analisi del rischio reale della mansione, non dalla semplice abitudine o dal prezzo più basso. Normativa EN 166 per i requisiti generali, EN 170 per il rischio da radiazioni UV: conoscere queste certificazioni, insieme all’importanza dei trattamenti anti-appannamento e anti-graffio e alla differenza tra occhiali e visiere tecniche, permette di costruire una dotazione realmente efficace per la sicurezza del viso dei lavoratori.

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